Politiche e servizi sociali: incontrare, aiutare, formare

L’evoluzione delle politiche sociali in Europa e in particolar modo in Italia, i cambiamenti nelle strutture dei diversi mercati del lavoro, nelle strutture sociali, hanno fatto sì che emergessero “nuove dimensioni del bisogno sociale” a cui le moderne politiche sociali dovrebbero adattarsi. I contesti sociali hanno dunque subìto una radicale trasformazione sotto la spinta di fenomeni complessi, di natura esogena (legati alla dinamica di globalizzazione economica e sociale) o endogena (legati soprattutto alla modificazione dei sistemi occupazionali).

Una dimensione «liquida» e incerta, quindi, che porta con sè nuove problematiche come la vulnerabilità e l’esclusione sociale, che non interessano oggi solo le fasce meno abbienti della popolazione, ma che riguardano anche la comunità lgbtiq, nella sua collocazione precaria, emarginata e discriminata nel tessuto sociale e lavorativo.

In questo progetto di orientamento delle politiche sociali, Arcigay si colloca, in prima istanza, attraverso le competenze professionali, acquisite duranti anni di pratiche progettuali e di intervento nei territori, nei diversi ambiti dei servizi sociali pubblici e privati.

Occorre potenziare e sviluppare nuove modalità di intervento attraverso la formazione di operatori/trici professionali, promuovere politiche attive del lavoro, politiche sociali e intervenire nel settore socio-sanitario. Questo atto sottolinea la rilevanza di un raccordo con le istituzioni di parità regionali e la collaborazione con gli enti locali e il dialogo con le parti sociali e con l’associazionismo.

In questo progetto partecipativo all’eguaglianza sociale, che promuove i diritti lgbtiq come strumento di argine da derive di esclusione sociale, Arcigay deve diventare motore propulsore di buone prassi attraverso la rivendicazione di una sussidiarietà orizzontale, capace però di leggere le contraddizioni di questa modalità partecipativa. Finora e in parte, la sussidiarietà in Italia è stata declinata a partire da una privatizzazione dei servizi come unica risposta del welfare alla crisi economica; Arcigay è convinta che esista un’alternativa: una sussidiarietà fondata sulla cittadinanza attiva delle persone lgbtiq e sul governo pubblico diffuso del bene comune. Occorrerà far emergere la dimensione orizzontale, la capillarità della società attraverso spinte partecipative. Azioni concrete capaci di elaborare proposte per fare emergere alternative di sviluppo e di integrazione sociale della comunità lgbtiq anche in una fase drammatica di contrazione della spesa pubblica. Arcigay quindi, attraverso la sua comunità, rifiuta una mera gestione di servizi, ma si propone attraverso il suo ruolo creativo e partecipativo, attraverso politiche educative e metodologie innovative, di sviluppare concrete politiche sociali di integrazione della comunità lgbtiq, di tutela dei diritti e di prevenzione dei fenomeni discriminatori. Una sussidiarietà al tempo della crisi che preveda mutualismo, autorganizzazione e cooperazione di consumo.

Occorre una nuova programmazione sociale a livello territoriale in attuazione della legge quadro per la realizzazione del sistema integrato d’interventi e servizi sociali, capace di incanalare l’attuale dimensione socio-economica, attraverso l’innovatività progettuale di Arcigay, in una radicale trasformazione dello Stato Sociale, richiamando un’assunzione di forte responsabilità all’impegno per la prevenzione dei fenomeni di esclusione sociale e lavorativa e l’inclusione della comunità lgbtiq all’interno dei settori di produzione dei diritti. Arcigay è pronta a mettere in campo nuove metodologie e strumenti per la realizzazione di un tale sistema reticolare, a partire dalla promozione di processi di partecipazione e collaborazione con i diversi attori istituzionali.
Occorre pertanto avviare, sostenere, coordinare ed integrare azioni che concorrono all’integrazione dei/lle cittadini/e lgbtiq, all’inclusione e alla cittadinanza attiva, nella consapevolezza dell’urgenza di una “risoluzione normativa” per molti versi ancora incompleta.
Arcigay intende sviluppare e farsi avanguardia nell’esercizio alla partecipazione e della co-progettazione per una politica di interventi integrati, attenti ai bisogni che sorgono nella quotidianità dell’esistenza delle persone lgbtiq, volti da una parte alla promozione e salvaguardia di una migliore e diffusa qualità della vita e dall’altra a garantire su tutto il territorio un livello uniforme di sevizi e prestazioni essenziali.

In questa nuova fase, Arcigay si colloca all’interno delle politiche sociali con alcuni obiettivi concreti di azione:

Formazione degli/lle insegnanti e dei/lle formatori/trici

Nell’istituzionalizzazione dei nuovi servizi educativi e nel rinnovamento di quelli tradizionali, la questione della formazione degli/lle insegnanti e degli/lle educatori/trici diventa cruciale. La riduzione dei fenomeni discriminatori è stata a lungo affrontata nelle sedi scolastiche attraverso la presenza di operatori/trici specializzati/e ed attraverso l’intervento formativo ad hoc. Oggi la questione diventa assai più complessa. Occorre iniziare a pensare una “formazione in ingresso” degli/lle insegnanti, iniziando già partire dalle scuole di specializzazione all’insegnamento, oggi TFA. L’assenza nella formazione degli/lle insegnanti è chiaramente una concausa della ridotta visibilità degli/lle insegnanti lgbtiq in Italia. E’ all’interno della formazione on the job che è possibile quindi scardinare fenomeni discriminatori ed emarginazione, professionalizzando un’azione dal basso.

Associazioni e terzo settore

Un ambito di azione per le associazioni e organizzazioni no-profit è chiaramente l’attività politica, sia in termini di lobby istituzionale che di campagne informative: in tal senso si opererà attraverso una campagna pubblica, in quanto collettivamente rappresentanti dei diritti e delle istanze delle persone lgbtiq.

Sportelli multifunzionali

Formazione di operatori/trici nel settore pubblico e privato, specializzati/e in ambito socio-sanitario, migranti e prevenzione discriminazione nel mondo del lavoro, secondo le pratiche della sussidiarietà orizzontale, con competenze specifiche con l’utenza lgbtiq al fine di poter meglio approcciare le situazioni di discriminazione multipla.

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