L’organizzazione e la struttura

La questione dell’assetto organizzativo deve essere distinta in almeno due fasi: breve/medio e medio/lungo periodo. Una revisione si rivela indispensabile alla luce delle numerose incongruenze ereditate dai Congressi precedenti e stratificate nello Statuto, e necessita di interventi immediati, sia organizzativi che di rappresentanza, a garanzia dell’esistenza stessa dell’associazione.

Una revisione più meditata va invece messa in relazione al progetto di riflessione sull’identità di Arcigay che, come detto, proponiamo venga approfondita da una Conferenza di Programmazione. Identico discorso riguarda la Struttura, per evidenti ragioni.

La nostra proposta relativamente all’organizzazione territoriale è che:

  • Si ripristini l’organizzazione circolistica sul modello dell’ARCI, abolendo la divisione con le associazioni affiliate e rendendo l’Associazione composta da Associazioni e persone. I Circoli saranno la struttura di base, ma i Comitati, a quel punto “territoriali”, continueranno a svolgere il proprio ruolo di coordinamento, rappresentanza e rilevanza politica. I Circoli avranno propri/ie iscritti/e che contestualmente diventeranno anche iscritti/e di Arcigay e il Comitato territoriale avrà come base sociale gli/le iscritti/e Arcigay del territorio di sua competenza;
  • Si ridefiniscano organi intermedi, istituendo su richiesta dei territori, coordinamenti tra province limitrofe, regionali o macro-regionali di raccordo con l’associazione nazionale.

La nostra proposta di struttura è che:

  • Si affianchino al Presidente nazionale due Vicepresidenti (di cui uno sarebbe l’attuale candidato Segretario nazionale)  con funzioni politiche e di supporto nella rappresentanza dell’ Associazione;
  • Si posizioni la Segreteria Nazionale internamente al Consiglio Nazionale assegnandole deleghe tematiche e, a ciascuna sua componente, un ruolo di coordinamento rispetto ad esse;
  • Si confermi il Consiglio Nazionale come organo di natura politica con una composizione proporzionale rispetto al numero degli/delle iscritti/e al comitato (nella nuova accezione) di competenza. Il numero varia da un minimo di 1 ad un massimo di 3 consiglieri/e;
  • Si crei un‘Assemblea Annuale dei Soci e delle Socie, che sia organo di espressione e confronto generale;
  • Si stabilisca il criterio generale di maggiore economicità, minore spesa e solidarietà, per ridurre così i costi sociali e promuovere un sistema di condivisione delle responsabilità, anche attraverso l’utilizzo di strumenti e tecnologie che consentano un abbattimento dei costi a vantaggio di un più ampio confronto anche a distanza;
  • Ci si impegni affinchè Arcigay possa sempre più promuovere la partecipazione dei propri iscritti e delle proprie iscritte alla vita associativa, favorendo la consapevolezza delle responsabilità comuni e dei processi decisionali attraverso percorsi di formazione indispensabili per l’empowerment delle risorse individuali e di gruppo.

Arcigay ha il dovere di promuovere una cultura di valorizzazione delle differenze non solo nella società, ma anche al suo interno, attraverso un sistema di politiche che sia alternativo al welfare conosciuto e sconfitto da risultati sempre più deludenti nel paese. E’ infatti importante stabilire un sistema di workfare nel quale i destinatari siano parte attiva del processo decisionale, di crescita e sviluppo delle competenze. E’ inoltre fondamentale la circolazione sempre più intelligente e non aleatoria dei saperi, riorganizzata in modo strutturato. Oltre all’accesso delle informazioni relative ad attività e progetti dei territori oppure nazionali, è infatti fondamentale l’apertura di un percorso di interconnessione con quei saperi e quegli attori che li hanno prodotti. In un’ottica di decrescita generale del paese, è di fatto impossibile pensare di nuovo a forme di assistenzialismo o distribuzione matematica delle risorse, ma è invece utile promuovere la moltiplicazione dei saperi attraverso le persone, la solidarietà e la disponibilità, elementi fondanti dello spirito dell’associazionismo. La crescita delle competenze all’interno dell’associazione non dipende infatti dalla crescita economica, ma dalla disponibilità ad imparare e a condividere.

In quest’ottica sono realizzabili strumenti efficaci di promozione dei saperi come: percorsi di formazione per la persona, materiale esplicativo da distribuire a tutti i soci e a tutte le socie al momento dell’iscrizione, materiale per i/le dirigenti locali e nazionali, materiali legati ai settori. Per cambiare la cultura del paese è necessario promuovere la cultura associativa.