L’identità ed i principi di Arcigay

Arcigay ha 30 anni di storia e l’esigenza di ripensarsi in funzione di un quadro politico e sociale profondamente mutato. Il punto non è solo quello di stabilire come riorganizzarsi, ma, più precisamente, cosa decidere di continuare ad essere o provare a diventare. Questa premessa è indispensabile per chiarire che l’identità di un’Associazione come la nostra non può essere ripensata in modo semplificato e banale, partendo da strumenti o contenuti improvvisati, ma necessita di percorsi ponderati e condivisi. Per questa ragione proponiamo che il tema dell’identità di Arcigay, del suo porsi come soggetto “generalista”, ovvero ricalibrato su obiettivi più specifici, venga affrontato, dopo il Congresso, in una Conferenza di Programmazione che faccia di queste scelte un momento di riflessione profonda di tutta Arcigay e stabilisca un più articolato piano di riforma statutaria e di organizzazione derivanti da scelte identitarie chiare e nette. Occorre in buona sostanza la creazione di uno spazio politico idoneo al perseguimento di questo obiettivo.

Resta irrinunciabile per Arcigay il ruolo di soggetto rappresentativo degli interessi della comunità lgbtiq, capace di interloquire e agire con i policy makers e di configurarsi come autentico stakeholder, anche con azioni di advocacy.

Sul piano dei principi, riteniamo che l’associazione debba rafforzare e specificare alcuni concetti e le azioni che ne derivano. Il principio di solidarietà va sottratto all’eccesso di regolamentazione e restituito ad una più forte dimensione umana ed ideale, che rilanci la nostra stessa capacità di interloquire con la gente in modo, laddove possibile, più spontaneo. La lotta alle discriminazioni non può prescindere da una riflessione interna su quanto rischiamo noi stessi, consapevolmente o meno, di essere portatori di discriminazione verso modalità differenti di vivere l’omosessualità, verso i/le bisessuali, verso le persone transessuali e intersessuali, verso le persone sieropositive, verso differenti culture. La cultura del rispetto e della dignità deve essere patrimonio formativo dei quadri dirigenti e di tutti i volontari e le volontarie di Arcigay.

Da questo punto di vista, ci sembra non più rinviabile il lancio di una “scuola” che sia rivolta a formare la classe dirigente dell’ Associazione e a diffondere il patrimonio storico, politico, valoriale e sociale che ci contraddistingue: una scuola politica di Arcigay, con precisi criteri di  organizzazione e sostenibilità economica.

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