Introduzione

Il documento che si presenta al dibattito ed all’approvazione del XIV Congresso nazionale di Arcigay intende offrire un contributo alla ricostruzione del ruolo storico, delle  battaglie e delle prospettive di Arcigay. Esso, al contempo, intende imprimere un forte rilancio all’azione della nostra Associazione, sia nell’attuale contesto della società, fortemente condizionata da una crisi economica epocale che non mancherà di ridisegnarne gli aspetti più essenziali, sia nel mutato quadro della politica italiana, sempre più caratterizzata dall’insorgere di nuove formazioni e movimenti che, al momento, a nostro avviso non consentono di intravvedere un orizzonte di assestamento, lasciando invece intuire un profondo bisogno di cambiamento di soggetti e nuovi interpreti.

In questo scenario globale vogliamo collocare l’azione di Arcigay, proponendola come tema del compimento della democrazia nel nostro Paese, realizzabile solo attraverso la piena eguaglianza nei diritti e doveri di tutti i cittadini/e.

Spesso infatti, e giustamente, evidenziamo la mancanza di eguaglianza di cui soffriamo, come individui, come coppie e nelle nostre relazioni, dimenticando inconsapevolmente che se è vero che noi abbiamo bisogno di eguaglianza, è persino più vero che l’eguaglianza ha bisogno di noi, anche e soprattutto nell’interesse della società intera, dunque anche di tutte le categorie che ancora soffrono per il suo mancato raggiungimento. Per queste ragioni pensiamo che l’azione politica principale su cui Arcigay deve insistere sia quella di “liberare l’eguaglianza”: dagli stereotipi, dalle paure, dalle falsificazioni, ma soprattutto dalle ineguaglianze, dalla mancata applicazione della Costituzione italiana e di quella europea, che invece l’eguaglianza la prevedono e consacrano espressamente;  dal mancato rispetto delle sentenze di Corti e tribunali e delle reali istanze sociali. Questo significa e significherà avere una voce autorevole che provenga da un’associazione nazionale in grado di darsi un progetto di medio lungo periodo, e che assuma la leadership del dibattito sul matrimonio e gestisca un rapporto chiaro e netto con i partiti nella fase delle elezioni politiche imminenti e di inizio della prossima legislatura. Soltanto un’Arcigay politicamente forte e agile nella sua dimensione nazionale e nella sua articolazione territoriale, costruita su un’idea di stabilità e soprattutto sulla conferma della sua assoluta indipendenza dai partiti, potrà permettersi di svolgere un ruolo all’interno del dibattito sul matrimonio civile e delle elezioni politiche. Oggi siamo in grado di parlare con una voce forte e scomoda, per la pavidità e inerzia della politica italiana, ma proprio per questo indispensabile ed efficace per le nostre battaglie. Il momento perfetto per difendere e rilanciare l’eguaglianza è questo.

Dobbiamo valorizzare l’intensità di un dibattito  interno perché non divenga autoreferenziale ma motore di cambiamento verso l’esterno: la politica che dobbiamo cambiare è “fuori” e la storia non attenderà le nostre esitazioni. Sappiamo che un progetto fermo, che tenga il fiato sul collo dei partiti in un momento politicamente così delicato, è l’unico strumento di pressione per  riaprire un orizzonte normativo. E questa, però, sarà esattamente la nostra linea senza timori né dubbi, poiché non sono le fortune dei singoli o delle mediazioni dei partiti l’obiettivo della nostra mission, bensì la piena realizzazione dell’eguaglianza di diritti per le persone e le coppie lgbti.

La mozione viene divisa in due parti: una di analisi ed una di proposta. Nella prima si esaminano le condizioni politiche, economiche e sociali, sia generali che “tematiche” della fase che viviamo, e si analizzano i risultati di questi tre anni di governo dell’Associazione, tra il Congresso di Perugia ed il Congresso di Ferrara. Nella seconda si delineano gli spazi di iniziativa, politica e sostanziale, e la proposta di organizzazione e di linea strategica per lo svolgimento della nostra mission e il conseguimento dei nostri obiettivi nei prossimi anni. Il documento non pretende di esaurire la complessità dei temi, anche in funzione della sua stessa leggibilità, rinviando parte del ragionamento sulle riforme di natura organizzativa e statutaria ad altri ambiti e momenti, che auspichiamo condivisi, così come alcuni approfondimenti ad ulteriori singoli documenti.