Lettera di presentazione

Care e cari,
Arcigay si accinge a vivere il XIV Congresso nazionale della sua storia: una storia lunga 30 anni e che ha contribuito a far crescere l’Italia.

Nel rapporto con i partiti abbiamo sperimentato diffidenza, attenzione, ascolto, fiducia, speranza, e disillusione. Abbiamo vinto nella società e ad oggi abbiamo perso nella politica, perché abbiamo avuto, a volte, la tendenza a darci un interlocutore unico.

Abbiamo imparato la lezione e attraverso due Congressi nazionali ci siamo liberati da un erroneo collateralismo con i partiti che non ha mai consegnato più diritti a nessuno.

Questo progetto di autonomia e rilancio politico ha caratterizzato il Congresso di Perugia nel 2010 e ci ha dato la forza e la convinzione di cambiare cultura associativa, innovare le prassi interne, provare a stringere alleanze e consolidare reti e relazioni mai avute. Abbiamo attraversato, nel farlo, gli anni più duri dal Dopoguerra in poi, e l’abbiamo fatto con la solitudine difficile di chi voleva fortemente un’Arcigay libera da manovre e interessi personalistici. Nessuno è mai più riuscito a zittirci e mai più nessun calcolo e nessuna convenienza ci è apparsa accettabile rispetto ai diritti delle persone lesbiche, gay, transessuali, transegender, bisessuali, intersessuali e queer. Una volta per tutte abbiamo imparato a dire che l’eguaglianza non può conoscere mediazioni: o c’è del tutto o non è eguaglianza e dunque non c’è.

Oggi viviamo con seria consapevolezza la sfida di un passaggio politico come quello delle prossime elezioni, che rischia di ingannare ancora una volta sogni e speranze di tantissima gente per consegnarci l’inizio dell’ennesima attesa. Ma con entusiasmo pensiamo che Arcigay ha cambiato pelle e non può e non deve tornare indietro: questo è il momento della Storia che impegna noi, persone lgbtqi, a liberare l’eguaglianza dalle ingiustizie e iniquità per renderla effettiva.

Sentiamo che questo richiede un’ associazione autorevole, dinamica e determinata, anche a riaprire il conflitto per i nostri diritti. Certamente pensiamo che al congresso di novembre Arcigay debba darsi un progetto importante e solido, per lanciare un segnale: non ci “silenzierete” alle prossime elezioni. Per questa ragione presentiamo alle socie ed ai soci un lavoro che riteniamo importante ed estremamente concreto, e che speriamo possa essere una “mappa” per ridisegnare la libertà e
l’eguaglianza nel nostro complicatissimo Paese.

Con la mozione “ Liberiamo l’Eguaglianza” – “Arcigay in movimento: l’Eguaglianza ha bisogno di noi”, ci rivolgiamo alle persone, perché sentano che questo non deve essere il congresso dei dirigenti, ma un grande momento di partecipazione delle persone lgbtqi, delle loro vite reali e delle loro esigenze e aspettative concrete. Ci candidiamo al governo dell’Associazione consegnando il nostro entusiasmo e la nostra indipendenza per offrire un contributo all’entusiasmo e all’indipendenza di Arcigay, e perché siano motore dell‘unica vera prospettiva di successo: quella che non guarda a interessi ma chiede diritti.

Paolo Patanè, candidato presidente nazionale
Paolo Ferigo, candidato segretario nazionale

Annunci